Allarme suina: che fine ha fatto? Perché tanto clamore e adesso tutto tace?
Scritto da Maria Salvatrice Elia • 11 Giugno, 2010 • Categoria: Cultura scientifica
La febbre suina, conosciuta con il nome d’influenza suina, o virus H1N1, è una malattia respiratoria acuta dei maiali, i cui responsabili sono i virus influenzali di gruppo A. Dei vari sottotipi di virus isolati nei maiali i principali sono di tipo H1N1.
La trasmissione di questa malattia da persona a persona si può verificare per via aerea e quindi attraverso gocce di saliva trasportate tramite starnuti o colpi di tosse da parte di persone già contagiate o con il contatto con materiali o superfici infette.
L’aeroporto dell’epidemia è stato quello messicano dove sono stati riscontrati i primi contagi del virus H1N1. Il viaggio è proseguito in direzione della Svizzera, Svezia, Scozia, Spagna, Francia e infine l’Italia.
Nelle zone temperate dell’emisfero sud la diffusione del virus ha raggiunto livelli elevati ad eccezione del Cile che invece ha avuto una circolazione riconducibile a livelli estremamente bassi.
L’ufficio regionale dell’O.M.S. per le Americhe (A.M.R.O.) ha riscontrato all’incirca otto mila ottocentocinquantasette morti contro quelli dell’Europa che sono almeno 4860, seguiti dal pacifico orientale con 1810 vittime, Sud Est Asiatico 1787, Mediterraneo Occidentale 1019 per concludere con il continente Africano che ha riscontrato 168 vittime per un totale di 18.001 decessi.
Dopo i primi casi dell’influenza umana, che si sono verificati tramite contatti molto ravvicinati tra maiali e uomo, il nuovo virus A /H1N1 si è adattato all’uomo diventando cosi trasmissibile da persona a persona.
QUALI SONO I SINTOMI?
I sintomi dell’influenza suina nell’uomo sono essenzialmente simili a quelli della classica influenza stagionale . la pandemia si presenta quindi con una triade di sintomi che comprendono febbre alta che insorge bruscamente,sonnolenza, perdita parziale dell’appetito, dolori muscolari e alcuni sintomi respiratori come mal di gola tosse e naso che cola.
COME SI DISTINGUE DALLA NORMALE INFLUENZA STAGIONALE?
In definitiva dal punto di vista sintomatico la vera influenza non si distingue in nessun modo dalla classica influenza stagionale. L’unica differenza che si può riscontrare è data dal fatto che l’influenza di tipo A si diffonde molto più rapidamente dell’influenza stagionale e và quindi a colpire un maggior numero di individui che non hanno ancora sviluppato anticorpi atti alla difesa.
COSA FARE IN CASO DI SINTOMI SOSPETTI?
Nel caso in cui si registrano lievi sintomi e la persona contagiata si trova in uno stato di salute stabile, è consigliabile stare a casa evitando contatti ravvicinati con altre persone e seguendo consigli terapeutici. Se invece i sintomi sono particolarmente intensi e quindi la malattia supera i 3-4 giorni, o se il contagiato è affetto da patologie importanti, è necessario ricorrere al medico. E’ necessario chiarire che la gravità non appare tra le caratteristiche della malattia; la pandemia non è da considerarsi quindi pericolosa. La mutazione del virus, dal momento in cui a preso piede fino a qualche mese fa, ha fatto registrare diverse morti nel mondo. Attualmente l’allarme per il virus H1N1 è terminato. Quindi la domanda: “ E’ finita la pandemia che non è mai iniziata ?” poggia su basi abbastanza solide.
Sono ormai diversi anni che la popolazione mondiale viene continuamente messa in pericolo da terribili infezioni, come la SARS, il morbo della mucca pazza, l’influenza aviaria, l’influenza suina: parliamo di malattie terribili che ogni volta minacciano di demolire l’intero pianeta. Eppure nulla di questo si è mai verificato. Ogni giorno muore una parte della popolazione mondiale a causa di malattie respiratorie: parliamo quindi di decessi legati ad una normale influenza, che non suscitano né il panico né clamore eccessivo.
Arrivati a questo punto si chiede dietro a questo eccessivo allarmismo ci sia veramente un grosso pericolo per la popolazione o se in realtà è stato inscenato un senso di panico infondato per motivi prettamente economici.
L’indagine condotta al fine di sondare il parere della popolazione in merito a questa spinosa questione,
ha fatto registrare risultati importanti e soprattutto interessanti.
Il campione, formato da quarantasei soggetti di età compresa tra i 17 ed i 40 anni, sia uomini sia donne, si è prestato a rispondere a sei domande sull’argomento, sintetiche e concise volte a chiarire il vero significato che la malattia ha assunto tra la massa.
Alla prima domanda: “Ti hanno consigliato di vaccinarti ?” il 64 % ha risposto di sì contro il 36% che ha invece detto di no.
A questa è seguita poi una seconda domanda: “ Ti sei sentito mai realmente in pericolo?” il 71 % si è detto per niente preoccupato, mentre il restante 39% ha affermato di sì.
In base alla terza domanda: “ Quanto l’informazione erogata è stata chiara ed esauriente?” i risultati ottenuti hanno dimostrato che il 53% del campione non ha ritenuto soddisfacenti le informazioni ricevute contro un 57% di campione diviso tra il sì e l’abbastanza .
Così è subentrata la quarta domanda: “ Hai cercato altre fonti di informazione?” il 61% ha risposto sì mentre il 39 % ha dato un no come risposta.
La quinta domanda completa la quarta: “ Se sì quali?” l’82% del campione ha cercato altre informazioni su internet consultando vari motori di ricerca, mentre il restante 18% ha cercato di chiedere spiegazioni al proprio medico di famiglia.
L’intervista è terminata con la sesta domanda che ha visto unito l’intero campione in quanto la maggioranza ha dato la stessa risposta: “ Perché secondo te adesso non se ne parla più?” Perché la malattia non era poi così tanto grave come invece si diceva.
Tra i 1800mila contagiati dalla pandemia di tipo A la maggior parte è guarita in un lasso di tempo compreso tra i tre e i sette giorni, esattamente come per un forte raffreddore. Ecco perché qualcuno avrà sicuramente pensato che dietro l’allarme dell’influenza si nascondessero solo interessi di varia natura, prima di tutto commerciali. Viene da chiedersi: che fine faranno i vaccini? A chi saranno destinati?
L’ultima piaga mondiale, ossia l’influenza A H1N1, si è rivelata il più grande scandalo dell’epoca.
Articolo e interviste a cura di:
Donatella Esposito
Mariarosaria Panico
Maria Salvatrice Elia è
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