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Riti e Miti dell’alimentazione

Scritto da Amministratore • 29 Dicembre, 2009 • Categoria: Studenti

LABORATORIO “EDUCAZIONE ALIMENTARE”

Riti e Miti dell’alimentazione

 

Davanti ad un vassoio di mele è difficile non pensare che ne basta una al giorno per togliersi il medico di torno. O che un cibo piccante, se preso in buona compagnia, possa assicurare una “bella serata”. Ma cosa c’è di vero in queste piccole certezze quotidiane che non mettiamo mai in discussione?

Oggi i nutrizionisti vivono un’epoca d’oro: la genetica, la ricerca, la sperimentazione e le biotecnologie stanno svelando tutti i segreti meccanismi del nostro “funzionamento”; così, pian piano, i medici attribuiscono il giusto valore a proteine, carboidrati e a tutto ciò che è indispensabile per stare in forma.

E noi, siamo sicuri di seguire una corretta alimentazione?

In Gran Bretagna la percentuale degli adulti obesi è quasi raddoppiata negli ultimi dieci anni, interessando il 13% degli uomini e il 16% delle donne, mentre negli USA un adulto su tre è obeso e al di sotto dei 10 anni il rapporto sale ad un bambino su quattro.

Evidentemente, nell’alimentazione dei giovani qualcosa non funziona!

In fondo una corretta alimentazione è dettata solo dal buon senso: bisogna scegliere consapevolmente i cibi, senza farsi condizionare dai falsi miti e dalle mode dilaganti.

Il tema dell’alimentazione può chiamare in causa le agenzie formative, formali e informali se come alimentazione si intende la necessità di acquisire sani comportamenti e di operare scelte corrette tra i numerosi prodotti sul mercato e le continue sollecitazioni esterne, al fine di prevenire situazioni patologiche connesse alla nutrizione. Mangiare bene e insegnare a farlo, ma soprattutto promuovere uno stile di vita sano, adeguando la dieta alle esigenze specifiche, implica una conoscenza più o meno approfondita di argomenti di scienze e di igiene alimentare. Infatti, in tutti i paesi occidentali sono molto diffusi i disturbi alimentari, come anoressia e bulimia, squilibri strettamente collegati alla scarsa informazione e alle diete fai-da-te, usanze sbagliate e rischiosissime.

L’anoressia consiste nel rifiuto volontario del cibo; essa può essere causata da gravi anemie o da malattie dell’apparato digerente, ma nella maggior parte dei casi ha origine da problemi psicologici di carattere individuale, familiare o sociale e colpisce maggiormente le donne tra i 15 e i 25 anni. Con una perdita di peso improvvisa e smisurata, le ossa e le unghie si indeboliscono, la pelle ingiallisce e si perdono i capelli. Così, quel modello di bellezza tanto osannato finisce per distruggere la nostra immagine e ledere la nostra personalità.

La bulimia, invece, è un disturbo che costringe la persona ad ingurgitare esorbitanti quantità di cibo e poi a ricorrere a diversi modi (come vomito autoindotto e utilizzo di lassativi e purghe) per non metabolizzarlo.

Così, mentre nei paesi in via di sviluppo si soffre o addirittura si muore di fame, nei paesi occidentali ci concediamo il lusso di rifiutare il cibo solo per conformarci ad un erroneo ideale estetico.

Questo paradosso dovrebbe indurci a riflettere sulle nostre responsabilità e a spronarci ad ampliare le nostre conoscenze alimentari per garantire una soluzione efficace a questo problema.

Ci riusciremo?

 

IL GRUPPO DEL LABORATORIO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE

 

Ferrara Domenico, Mautone Francesco, Guarnaschelli Roberto, Aprile Domenico, Grimaldi Luigi, Amato Francesco, Sasso Mario.

     

 

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Amministratore è il CEO di NextStep e si occupa di sviluppo software. E' il docente del corso nonchè amministratore del magazine online.
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