La pizza guadagna anche il marchio STG(specialità tradizionale garantita)
Scritto da Ilaria Esposito • 15 Febbraio, 2008 • Categoria: CucinaFinalmente arrivano le garanzie che certificano la qualità..e quindi l’originalità della pietanza partenopea più apprezzata,dopo gli spaghetti.
Ma questo non significa mica che si impone il divieto di esportazione della pizza anche in altre parti del Mondo?Assolutamente no! però ora basta alle produzioni di pseudo-pizzette della catena dei McDonald o ai prodotti impacchettati e surgelati di cui non si sa il dove,il quando e il come della loro preparazione. Ora la nostra pizza può diventare davvero un prodotto con l’attributo D.O.C,la cui genuinità può essere assicurata dal marchio STG(specialità tradizionale garantita) approvato per decisione dell’Unione Europea su richiesta dei pizzaioli partenopei,ma che andrà in vigore solo tra 6 mesi.Questa regola stabilirà particolari aspetti della produzione:innanzitutto la grandezza del disco di pasta che non deve superare i 35cm di diametro,lo spessore del bordo rialzato(cornicione) e la relativa farcitura centrale che non dev’essere superiore a 0,4cm.
Ma diciamo che questo potrebbe essere solo una bazzecola rispetto alle garanzie igieniche da assicurare:forno a legna che rispetti le norme della legge,dove la cenere non si disperda sulla superficie dove cuocere il disco di pasta,banco in marmo su cui preparare il prodotto,vietato l’uso del matterello per la stesura che dev’essere opera della grande arte dei nostri pizzaioli,estrema pulizia del locale di produzione,uso di ingredienti selezionati e obbligo,per tutti coloro che lavorano in tale luogo,dell’uso di cuffie e guanti,questi ultimi ad esclusione dell’artefice principale che ha bisogno dell’impiego delle mani nude per modellare il panetto di pasta.
Solo così la nostra pizza sarà davvero autentica e non più considerata prodotto commerciale e di scarso valore da poter preparare in 5 minuti anche presso le nostre case come i cosìdetti “4 salti in padella”,compro,apro,riscaldo e ..mangio;credendo,così,che tutto è fatto.
Ma dove è il vero sapore e la piena genuinità?
Ilaria Esposito è studentessa del liceo scientifico C.Colombo
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