“Carpe diem”: semplici parole ma che dicono tutto!
Scritto da Valeria Piccolo • 12 Febbraio, 2008 • Categoria: Cultura umanistica Sicuramente è questa l’ ode è più famosa di Orazio; il poeta si rivolge a una giovane donna, Leuconoe, che appare ansiosa di di conoscere il futuro sul quale ha investito speranze e progetti. Orazio la invita a non tormentarsi con inutili domande. Meglio ignorare quale sorte ci riserva il domani e godere della vita giorno dopo giorno, consapevoli della sua brevità, senza rimandare al futuro.
Tu ne quaesieris
scire nefas, quem mihi
quem tibifinem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit,
pati,seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
aetas: Carpe diem, quam minimum credula postero.
Non domandarti – non è giusto saperlo – a me, a te
quale sorte abbiano dato gli dèi, e non chiederlo agli astri,<7p>
o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sarà:
se molti inverni Giove ancora ti concederà
o sarà questo l’ ultimo che contro gli scogli fiacca le onde del mare Tirreno. Sii saggia, filtra il vino
breve è la vita – e già mentre noi parliamo
il tempo vola via, come se ci invidiasse :Cogli l’ attimo, non pensare a domani.
Tutti nella vita, almeno una volta, abbiamo pronunciato, abbimo sentito o letto distrattamente da qualche parte queste semplici parole:” Carpe diem”… Cogli l’attimo” diceva semplicemente Orazio, che ci invita a godere appieno, senza eccedere, dei momenti felici che offre la vita,cercando di viverla attimo per attimo, cercando di assaporarne ogni sua essenza ed evitando di pensare troppo al futuro, che causa solo preoccupazioni.é inutile domandarsi cosa accadrà o sperare che una chiromante o un veggente possa dirlo, è insulso aspettare che le cose migliorino e che il futuro ci riservi qualcosa di gradevole; è meglio cercare di contribuire da subito a creare qualcosa di migliore perchè domani potrebbe essere tardi.
La vita è bella perchè ci sorprende. Conoscendo già il nostro futuro nulla ci meraviglierebbe, non dovremmo correre il rischio di fare ninete perchè già sapremmo le conseguenze. Invece meglio osare, meglio non saspre il seguito perchè questo potrbbe condurci a qualcosa di meraviglioso, perchè nella vita non è bello dare tutto per scontato, per certo invece nella nostra esistenza è bello esclamare, almeno una volta,quello “Oh” di sbalordimento.Infine meglio una vita breve vissuta fino all’ultimo respiro rispetto ad una vita passiva e piatta, in attesa di ciò che accadrà.Valeria Piccolo.
Rosalia Maria Lo Sapio.
Valeria Piccolo è studentessa del liceo scientifico C.Colombo
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Ne ricordi giustamente le origini (e qui mi viene in mente un famoso calciatore italiano che pensava che “carpe diem” fosse una citazione inglese) e ne analizzi in modo interessante il senso di questo concetto.
Sembra banale dire che la vita è fatta per essere vissuta ma credetemi non lo è. “Cogli la rosa quand’è il momento che il tempo lo sai vola, e lo stesso fiore che oggi sboccia domani appassirà”, non aspettare che siano gli altri a cambiare le cose, a lottare per te, credi in te, “bisogna succhiare il midollo della vita per sbaragliare tutto ciò che non è vita e non accorgersi in punto di morte che non si è vissuti”.
Carpe diem è una scelta di vita. Da non poter perdere a tale proposito, se non avete avuto ancora modo di farlo, la visione del film diretto da Peter Weir “L’attimo fuggente” con Robin Williams attore tra i miei preferiti e persona a mio parere straordinaria.