Addio alle lunghe vacanze estive per i professori e circa 2 milioni di studenti!
Scritto da Amministratore • 18 Febbraio, 2008 • Categoria: News dal mondo della scuola![]()
Da pochi giorni si è concluso il primo quadrimestre e quasi un milione e 800 mila studenti hanno accumulato lacune nella prima metà dell’anno scolastico. Per questi ragazzi la macchina dei recuperi sta partendo.
Le scuole superiori sono alle prese con l’organizzazione di corsi di 15 ore, con verifica finale, per il recupero dei debiti. Questa è la prima ciambella di salvataggio che , in base alla nuova normativa introdotta tre mesi fa dal ministro della pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, viene lanciata agli studenti meno volenterosi.
La seconda chance di poter riparare le proprie carenze viene data ai ragazzi in estate, con esame finale tra la fine di agosto e i primi di settembre. Su questo punto scattano le polemiche: per i professori e le famiglie l’incubo delle ferie da programmare. Il 14 luglio milioni di studenti torneranno a scuola, per i corsi di recupero estivi. Proprio nel giorno in cui in Francia si celebra la presa della Bastiglia e la liberazione dei prigionieri che erano detenuti in essa, molti ragazzi e professori saranno rinchiusi nelle scuole.
A rischio uno dei miti della categoria degli insegnanti: quello delle ferie lunghe. I professori dovranno dire addio ai tre mesi di ferie estive, che diventeranno per loro solo un miraggio. Essi dovranno concordare le vacanze come tutti gli altri dipendenti statali. L’unica consolazione è quella di guadagnare qualche soldo in più. Però, i corsi di recupero, per quanto obbligatori per la scuola, non lo sono per gli insegnanti in servizio della stesso istituto, per i quali costituiscono un lavoro supplementare. Ma in parecchie scuole il collegio dei docenti ha stabilito che le lezioni di recupero estive verranno affidate ai professori che hanno seguito i ragazzi durante tutto l’anno.
Gli studenti dovranno organizzare le vacanze estive in base ai loro impegni scolastici. Infatti, per coloro che a giugno non avessero ancora colmato le lacune nella preparazione, comunque tali da non pregiudicare l’intero l’anno scolastico con la bocciatura, scatta la seconda fase: la sospensione del giudizio. Il recupero è previsto in estate, culminato con l’esame di fine agosto, quelli che molti definiscono “esame di riparazione”. Dunque gli studenti saranno ammessi alla classe successiva solo se avranno recuperato i loro debiti.
Nonostante ciò io ho molte perplessità sugli esiti della nuova normativa. Alcuni docenti, per scongiurare il rischio di non poter godere per intero delle ferie, potrebbero essere tentati da elargire ingiustamente la sufficienza. Ritengo che la scuola debba controllare e verificare l’apprendimento degli studenti in itinere, costantemente e intervenire subito, non quando potrebbe essere già tardi. Confido nella validità delle attività di recupero, ma solo ad alcune condizioni. Esse devono essere tempestive e limitate a carenze lievi e ad allievi volenterosi. Molto spesso le insufficienze sono dovute ad assenza di impegno, più che a difficoltà di apprendimento. Mi sembra ingiusto che lo Stato debba spendere risorse onerose per studenti svogliati, che hanno accumulato lacune divenute oramai irrecuperabili. Credo sia molto più etico premiare chi si impegna e punire il demerito.
Amministratore è il CEO di NextStep e si occupa di sviluppo software.
E' il docente del corso nonchè amministratore del magazine online.
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